Cos’è il kung fu?

Il Kung Fu non è quello che è se non quando è quello che deve essere

Il Kung Fu è un’arte marziale cinese antichissima. Se praticata costantemente rafforza e mantiene in salute il corpo, la mente e lo spirito. Rende più potenti e veloci i movimenti. Migliora le capacità fisiche ed intellettive. Equilibra e regolarizza il sistema energetico dell’individuo. Forgia il carattere e ne sensibilizza lo spirito. La capacità di difesa ed attacco che offre questa disciplina è enorme. Il termine kung Fu viene utilizzato in Cina per descrivere un lavoro compiuto con abilità, con maestria. Chi si adopera in tale disciplina deve eccellere nel gesto sino a renderlo arte. L’arte si ottiene fondendo la tecnica, il sentimento e l’intenzione; tecnica, cuore e mente. Oggigiorno molte persone credono di praticare il Kung Fu cinese ma basta guardarli mentre esprimono una forma per rendersi conto che sono ben lontani da quanto detto in precedenza. Non è il numero di tecniche che rende Maestro un allievo ma la qualità della tecnica, e la qualità non si ottiene mai senza un gran lavoro. Allo stesso modo non si diventa maestri di una disciplina se sene conosce solo una parte. Il Maestro è colui che esegue in modo semplice un gesto difficile, senza dubbi, ne incertezze. È colui che sa fare tutto quello che spiega, spiegare tutto quello che sa fare. Fare kung Fu è fare un’arte, una disciplina. Chi pratica il Wu Shu (arte marziale) tradizionale ricalca dei gesti antichi, millenari. Ripetuti da sempre da maestri con grande forza ed energia. Praticando costantemente le forme (L?), in modo sempre più attento, si può risalire alla radice, all’intenzione del maestro che l’ha creata. È come tornare indietro nel tempo. Ogni tecnica ha una sua vibrazione, una sua energia che permane sotto forma di onda. Quando la vostra tecnica raggiungerà la stessa energia non avrà più segreti. Il Kung Fu cinese non si limita al “semplice” utilizzo del corpo ma comprende anche numerose armi. Esistono numerosi stili e sistemi. La Scuola Kung Fu Cantù segue il programma di studio lasciato dal Maestro Chang Dsu Yao ripulito dal modo Karateca col quale è stato presentato e praticato per parecchi anni. Questo programma è composto da stili che rientrano nei cosiddetti sistemi esterni, intermedi ed interni. La maggior parte del programma è basato sullo studio del sistema intermedio Mei Hua della Cina del Nord costituito da posizioni ampie, un gran numero di calci, pugni, cadute, proiezioni, punti di pressione ed armi. Sono presenti in parte minore gli stili esterni. Degli stili interni si studia maggiormente il Tai Chi Ch’uan Yang Pei. Per semplicità interpretative si usa suddividere il Kung Fu in tre grandi famiglie. Gli stili esterni, intermedi ed interni. Mentre gli stili esterni sono composti da movimenti veloci, esplosivi gli interni sono il più delle volte rappresentati con movimenti lenti e fluidi, quelli intermedi comprendono entrambi. In realtà questa suddivisione è forviante in quanto le grandi scuole di Kung Fu di un tempo, anche se con programmi diversi, studiavano più sistemi oltre al principale seguendo la teoria dello Yin e dello Yang ovvero la legge degli opposti e della continuità di trasformazione. Naturalmente per utilizzare un sistema prima doveva esser stato creato ma da sempre i cinesi sanno che l’energia non è sempre la stessa è che va studiata in tutti i suoi aspetti. Per questo colui che si limita solo allo studio della forma senza studiare il Ch’i (energia) rende sterile il suo kung Fu e resta bloccato al primo livello Ching (essenza). Non è alzando una gamba o facendo una caduta che si pratica kung Fu ma esprimendo il Ch’i nella tecnica. Non è imbrattando, per quanto bravi, una tela con dei colori che si diventa pittori. Il quadro del maestro spicca fra tutti perché ha energia, ha tecnica, sentimento, studio. Esistono tre livelli da superare per diventare maestri del gesto, nell’arte del kung Fu, e sono: Ching, Ch’i e Shen. Ching è l’essenza della tecnica, è lo studio della posizione e della forma. Ch’i è l’energia che bisogna sviluppare facendo la tecnica; eseguendo la forma; che bisogna imparare a dirigere nel corpo. Shen è lo spirito, il sentimento, l’intenzione con cui viene fatta la tecnica. Ch’i si limita allo studio del primo livello e non conosce il lavoro sull’energia (Ch’i Kung) sarà come un ginnasta che col tempo perde la capacità di eseguire gli esercizi. Le sue tecniche non saranno mai applicative e non sarà mai in grado di difendersi. Chi non ha il Ch’i non può riconoscere il Ch’i. Chi è analfabeta non sa riconoscere le lettere. Chi raggiunge il Ch’i ma non lo Shen sarà forte, esplosivo e instancabile nelle forme, nei gesti in cui il corpo è abituato a compiere ma vulnerabile alla maggior parte degli attacchi e impacciato nelle situazioni nuove. Chi raggiunge lo Shen combatte con fluidità e sicurezza, armonia e agilità, padroneggiando tutte le sue tecniche. Esiste un quarto livello, Shu (o Wu) (vacuità mentale), chi raggiunge Shu vede oltre la tecnica, anticipa l’avversario, anticipa le azioni e i pensieri. In definitiva chi pratica da molto tempo e non è ancora in grado di difendersi è perché non ha energia e il suo sistema d’allenamento è errato. Il Kung Fu è complesso e difficile ma non impossibile.Chi lo rende impossibile o facile non segue ne l’insegnamento antico ne la sua filosofia. Il Kung Fu come ogni vera arte marziale è una via, una disciplina che insegna dei valori nobili quali: il rispetto, inteso come elemento necessario per stabilire e mantenere i rapporti tra le persone; l’amore per il proprio operato, vero motore, forza, che rende continua e produttiva qualsiasi disciplina; la franchezza e il silenzio, la sincerità e l’impegno, l’onestà e il sacrificio. O anche detta rettitudine (Li).